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Anonymus nel mirino

Il 10 giugno scorso, la Polizia spagnola ha arrestato tre membri di Anonymus, la famigerata organizzazione di hacker responsabile di alcune delle più clamorose azioni DDOS(Distributed Denial of Service) mai esguite in Rete. Secondo le autorità, le tre persone catturate, oltre a costituire i vertici della struttura in Spagna, sarebbero membri del grupo che ha condotto gli attachi al server di Sony, Enel, BBVA e Bankia(due banche spagnole) e ai siti governativi di Egitto, Libia, Algeria, Cile, Colombia, Iran e Nuova Zelanda. Gli arresti sono il frutto di mesi di indagini, avviate in seguito ad un attaco sferrato contro il sito del Ministero della coltura spagnola nell’ottobre dello scorso anno.

 

Anonymus nel mirino

 

Gli investigatori ritengono che Anonymus operi in “cellule” e hanno rivelato che la stessa NATO sarebbe convinta del fatto che questo gruppo costituisca una minaccia all sicurezza nazionale e internazionale. Anonymus, dal carto di uso, ha già fatto pervenire la propria consueta promessa di vendetta “We are Legion, so EXPECT US”.

   01/08/2011 06:10:40 am 2 Comments »

2 commenti a “Anonymus nel mirino”

  1. alex says:

    Sembra che il gruppo di Hacker conosciuti come Anonymous abbiano deciso di fare una capatina anche qui in Italia (più che venire fisicamente hanno deciso di iniziare qualche dimostrazione qui, con molta probabilità attivando una cellula italiana). L’attenzione degli Hacker questa volta è stata rivolta tutta contro il Premier italiano Silvio Berlusconi ed il suo partito il PDL (diciamo anche una prova di forza contro il Governo Italiano in carica). I siti pdl.it, governoberlusconi.it, forzasilvio.it e silvioberlusconifansclub.org sono stati sotto attacco per alcune ore, con molta probabilità il solito e classi attacco DOS (al momento però non sembra che si riscontrino dei malfunzionamenti).

    Il proclama con cui hanno rivendicato il loro gesto è abbastanza lungo ed articolato, ma alcuni passaggi fanno capire come l’interesse degli Anonymous è più vivo che mai: “Anonymous ha deciso di attaccare nuovamente simbolicamente il Governo italiano e lo fa colpendo il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il suo partito. I cittadini sono stufi delle sue promesse mai mantenute, del baratro nel quale il suo malgoverno ha fatto sprofondare l’Italia, dell’incolmabile distanza tra la politica dell’interesse del suo interesse e i bisogni dei cittadini»: sono queste le motivazioni che hanno portato gli Anonymous ha sferrare un attacco tutto italiano contro Berlusconi e contro il PDL”.

  2. alice says:

    Quattordici fermi sono relativi a un attacco avvenuto sul finire dello scorso anno ai danni di PayPal. L’azienda aveva chiuso un account usato da Wikileaks per ricevere donazioni e gli Anonymous avevano deciso di punirla con attacchi di tipo DDoS, messi a segno con il tool open source Low Orbit Ion Cannon (LOIC). In tutto gli agenti dell’FBI hanno eseguito più di 35 mandati di perquisizione. Questi i nomi e i nickname dei fermati:

    Christopher Wayne Cooper, 23, alias “Anthrophobic”
    Joshua John Covelli, 26, alias “Absolem” e “Toxic”
    Keith Wilson Downey, 26
    Mercedes Renee Haefer, 20, alias “No” e “MMMM”
    Donald Husband, 29, alias “Ananon”
    Vincent Charles Kershaw, 27, alias “Trivette”, “Triv” and “Reaper”
    Ethan Miles, 33
    James C. Murphy, 36
    Drew Alan Phillips, 26, alias “Drew010″
    Jeffrey Puglisi, 28, alias “Jeffer”, “Jefferp” e”Ji”
    Daniel Sullivan, 22
    Tracy Ann Valenzuela, 42
    Christopher Quang Vo, 22

    A queste quattordici persone ne vanno sommate altre due, fermate per azioni di altro genere. Un ventunenne, Scott Matthew Arciszewski, è stato arrestato in Florida con l’accusa di aver attaccato il sito Tampa Bay InfraGard, sponsorizzato dall’FBI e nato dalla partnership tra enti pubblici e aziende private per sviluppare il tema della protezione delle infrastrutture critiche.

    Un altro ventunenne, Lance Moore di Las Cruses, New Mexico, è stato accusato di aver rubato informazioni confidenziali dai server dell’operatore mobile AT&T. Si ritiene che il giovane abbia lavorato nell’assistenza clienti, da cui sarebbe riuscito a scaricare migliaia di documenti e file. Le informazioni in seguito sono state pubblicate sul Web dal gruppo di hacker LulzSec.

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