Facebook vale doppio
Secondo il Wall Street Journal, la creatura di Mark Zucckerberg chiuderà l’anno con un fatturato di circa 2 miliardi di dollari e, molto probabilmente, al momento del suo debutto in borsa (previsto per il prossimo anno) potrebbe già valere 100 miliardi di dollari, ovvero il doppio di qunto era stato valutato sino ad oggi.
Facebook ha peraltro già stretto un accordo con il social network Baidu per sbarcare ufficialmente anche in Cina, una manovra che potrebbe guadagnarli altre centinaia di milioni di utenti. Anche se bisognerà vedere come sarà in grado di gestire le immancabili “censure alla pechinese” …













A proposito di Ipo “su di giri†c’è Groupon per il quale si parla invece di una valutazione fra 15-20 miliardi di dollari. Spotify, una start up svedese di streaming musicale che sta crescendo anche in Italia, dovrebbe valere un miliardo di dollari. Un altro trio di Internet startup in grande spolvero è composto da Yandex, Renren.com e HomeAway.com: sono destinate a totalizzare 1.8 miliardi di dollari di initial public offerings (Ipo) entro l’anno negli Stati Uniti.
La geografia dell’amicizia su Facebook
Sui mercati secondari lo scambio “ufficioso†di piccole quantità di azioni sta creando quella che a molti sembra l’ennesima bolla di un titolo informatico, pronta a scoppiare e ridimensionare le attese. Quanto rapidamente ciò stia avvenendo ha pero’ dell’incredibile. Solo un mese fa le azioni che si compravano sui mercati-ombra di New York e di Los Angeles stimavano il valore di FB a 40 miliardi; uno studio del New York Times dell’altroieri ha dimostrato che il valore delle azioni scambiate vuole l’azienda a quota 57 miliardi. Ancora più incredibile se si pensa che meno di due anni fa l’azienda faceva sapere di valere 3 miliardi, dopo che la Microsoft l’aveva valutata 15, e che un anno e mezzo fa gli stessi mercati secondari valutavano FB meno di 5 miliardi. Poi sono arrivati i russi, che hanno rilevato il 3,5% dell’azienda valutandola 6,5 miliardi. A inizio 2010 gli scambi sui mercati secondari la volevano a 14 miliardi. A fine agosto scorso il Financial Times aveva deciso che più di 34 miliardi FB non li poteva valere, e nel film “The Social Network†(uscito in autunno) gli autori avevano deciso che 25 miliardi poteva essere una cifra da titoli di coda. Ora il prossimo muro è quello dei 60, ma potrebbe essere solo una tappa.
L’Initial public offering che si annuncia come la più imponente della storia non sarà cosa di quest’anno, ma arriverà forse nel 2012. Un’indagine della Sec (agenzia di controllo sui mercati) sta cercando di puntare i riflettori su ciò che sta avvenendo sui mercati secondari, e questo potrebbe accellerare l’Ipo del sito nato ad Harvard. Intanto a Palo Alto si godono la crescita esponenziale dei profitti, che dagli 800 milioni del 2009 dovrebbero raddoppiare entro il 2011. I costi di gestione si aggirano oggi intorno ai 600 milioni di dollari, ma i fatturati crescono rapidamente, data la consolidata fedeltà degli utenti e l’espansione globale del sito che non è stata affatto intaccata dall’introduzione della pubblicità .